Principi attivi e sintomi

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Il nome

Ibuprofene

La nascita

Lo scoprì nel 1960 un gruppo di ricercatori britannici che lavoravano alla Boots, in un piccolo laboratorio di Nottingham.  Tra loro Stewart Adams, John Nicholson e Colin Burrows.
La molecola è stata brevettata nel 1961, nel 1969 fu commercializzata nel Regno Unito su prescrizione medica e nel 1983 arrivò il primo via libera anche senza ricetta.

 

Segni particolari

Antinfiammatorio non steroideo.

 

La ‘professione’ ovvero storia, impieghi e curiosità  

Ci sono voluti sedici anni dall’idea iniziale all’individuazione di questo principio attivo. Tutto è partito da un progetto di ricerca sull’artrite reumatoide: Stewart Adams cercava qualcosa che si comportasse in modo simile all’aspirina  senza averne gli effetti collaterali.
L’obiettivo dunque era un farmaco non steroideo in grado di combattere i sintomi dell’artrite reumatoide che includono dolore e infiammazione delle articolazioni, febbriciattola e sintomi simil-influenzali.

Stewart Adams era figlio di un ferroviere, abbandonò la scuola a 16 anni e nel 1939 iniziò a lavorare come apprendista alla Boots, azienda che successivamente sponsorizzò i suoi studi allo University College di Nottingham dove si laureò nel 1945.

 

Come agisce

Di questo principio attivo si sfrutta l’azione analgesica, antinfiammatoria e antipiretica.
Il suo punto di forza sta nell’agire come inibitore della sintesi delle prostaglandine, sostanze che mediano tra l’altro proprio il dolore, la febbre e l’infiammazione.

 

SOS

Per molti l’Ibuprofene è uno dei farmaci più utilizzati e più presente nell’armadietto dei medicinali di casa o nel cassetto di una scrivania, pronto a far fronte a dolori di lieve entità come quelli muscolari, mestruali, mal di testa e mal di denti.
Se il dolore persiste o si ripresenta è necessario rivolgersi al medico di famiglia per impostare la terapia più adatta.